Emorroidi: come ridurre il rischio di recidiva

Senza ombra di dubbio le emorroidi rappresentano il disturbo ano rettale più comune, con una frequenza crescente dopo i 50 anni, anche se questa patologia può insorgere pure in età giovanile. Pensate che gli ultimi dati raccolti ci dicono che solo nel nostro Paese a soffrirne sono 3,7 milioni di persone, di cui ci sarebbe una forte prevalenza maschile.

E si tratta di un numero con molta probabilità minore rispetto a quello effettivo, visto che molti non si rivolgono al medico, magari auto curandosi per mesi senza diagnosi, impedendo così di stabilire la diffusione precisa della malattia emorroidaria.

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Una ulteriore distinzione va poi fatta sulla base dell’entità con cui il disturbo si presenta: dal I grado di gravità, con lieve prolasso in genere asintomatico, al II, III e IV, con prolasso.

Forse c’è una predisposizione genetica, ma al di là di questa componente ciò che rende particolarmente esposti all’insorgenza di questa patologia è uno stile di vita poco sano, caratterizzato soprattutto da un’alimentazione squilibrata, povera di fibre e liquidi, e sedentarietà.

Proprio valutando questi due aspetti come due cause principali per l’insorgenza delle emorroidi, si reputa che la malattia emorroidaria sia tipica dei paesi occidentali, legata ad un certo tipo di benessere che contraddistingue questa parte del mondo. Sono diversi i rimedi con cui è possibile trattare le emorroidi, dalle soluzioni casalinghe a quelle farmaceutiche fino alla scelta o la necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Ciascuno deve valutare il tipo di rimedio più adatto al proprio caso insieme al proprio medico. E’ naturale che la malattia emorroidaria si può curare con terapie farmacologiche solo negli stadi iniziali, mentre quando la patologia è ad uno stadio avanzato si rende indispensabile l’intervento chirurgico.

Ma ciò che preoccupa di più il paziente che soffre di emorroidi è il rischio, piuttosto elevato, di recidive. Se è infatti possibile guarire anche in tempi veloci, non è altrettanto semplice guarire definitivamente. Purtroppo il rischio che il disturbo si ripresenti è piuttosto frequente. Ma non esiste alcun modo per scongiurare tale rischio?

In realtà è possibile fare qualcosa per evitare che questa probabilità si verifichi. Innanzitutto molto può fare la prevenzione, che parte proprio dall’alimentazione e dall’attività fisica. Un occhio di riguardo per ciò che si mangia può essere molto utile per evitare le emorroidi e che esse si ripresentino. Frutta, verdura, fibre e tanta acqua servono a riequilibrare il transito intestinale, tenendo alla larga stipsi ed emorroidi. Lo stesso vale per l’esercizio fisico, anche se fatto in modo moderato, purché costante.

Per eliminare poi in maniera definitiva il problema delle emorroidi si può ricorrere alla chirurgia. In modo particolare, l’intervento che permette di ridurre fortemente il rischio di recidiva è la prolassectomia con suturatrice meccanica circolare ad alto volume. Degli studi circa questa pratica sono ancora in corso di valutazione, ma ciò che è emerso finora è che, rispetto alla prolassectomia con suturatrice meccanica, l’altra suturatrice permette di asportare molto più tessuto prolassato. Questo procedimento, che si esegue in anestesia generale o loco regionale  è adatto per emorroidi di II grado avanzato, III e IV grado e prolassi rettali, e potrebbe finalmente far dire addio per sempre al problema.

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