Emorroidi: ecco come si classificano

Le emorroidi si classificano in quattro gradi in base alle loro dimensioni, al grado di sanguinamento e della gravità del prolasso. Questa vecchia e classica classificazione clinica della patologia emorroidaria serve dunque a distinguere le emorroidi a seconda della loro gravità. Ogni grado di emorroidi è caratterizzato da una sintomatologia ben prcisa, che si accentua in progressione, e dunque necessita via via di cure sempre più incisive affinché si possa giungere alla risoluzione del problema.

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Ma prima di passare ad esaminare questa classificazione è indispensabile sottolineare una ulteriore e primaria distinzione, ovvero quella tra emorroidi interne ed emorroidi esterne. La differenza principale tra le due differenti tipologie attraverso cui la patologia emorroidaria si presenta è che mentre le prime si manifestano al di sopra della linea dentata del canale rettale, le secondo si presentano invece al di sotto di essa. Fatta questa premessa, possiamo ora occuparci della classificazione delle emorroidi.

Emorroidi di primo grado

Quelle emorroidi che sono del tutto interne al canale anale. Dunque, non essendo esse visibili esternamente ad occhio nudo, queste emorroidi possono essere evidenziate dal medico soltanto attraverso una esplorazione rettale o tramite l’anoscopia.Chi è colpito da questo tipo di emorroidi non presenta dei sintomi facilmente avvertibili. Nel caso di emorroidi di primo grado, infatti, ci si trova molto spesso di fronte ad una forma asintomatica della patologia.

Quando i sintomi sono presenti, invece, sono rappresentati da un leggero fastidio o prurito nella zona anale. Solo raramente a questo lieve dolore si accompagna un altrettanto leggero sanguinamento durante la defecazione. Soprattutto quando sono asintomatiche le emorroidi di primo grado non necessitano di particolari trattamenti. Ciò che è opportuno fare è agire per non rischiare di peggiorare la situazione, cercando di correggere delle abitudini sbagliate. In questi casi non c’è miglior cura di un regime alimentare ricco di fibre ed acqua e una moderata ma costante attività fisica.

Emorroidi di secondo grado

Si manifestano invece con dei sintomi già più pronunciati, anche se ancora di entità modesta. Il paziente in questi casi avverte prurito, senso di fastidio persistente, mentre il sintomo più evidente è il sanguinamento durante o dopo la defecazione, e che può essere più o meno significativo. Le emorroidi di questo tipo si trovano al’interno del canale anale ma durante la defecazione prolassano, per poi successivamente rientrare in modo del tutto spontaneo. Anche per le emorroidi di secondo grado in genere è sufficiente mettere in pratica i semplici accorgimenti che abbiamo citato per le emorroidi di primo grado. Un aiuto in più può venire dall’applicazione di pomate locali, che servono a alleviare i sintomi e accelerare il processo di guarigione.

Emorroidi di terzo grado

Quando si verifica un prolasso all’esterno ed è necessaria una manovra manuale per farle rientrare nel canale anale.

Emorroidi di quarto grado

Che sono quelle prolassate esternamente in modo stabile e il riposizionamente manuale non è più possibile. Per questi due ultimi tipi di emorroidi sono necessarie soluzioni incisive, rappresentate da interventi ambulatoriali o chirurgici.

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