Emorroidi: le complicazioni

Le complicazioni delle emorroidi si riscontrano fortunatamente solo in rari casi. Ma poiché, seppur sporadiche, le complicazioni sono pur sempre possibili, è proprio di questo che ci occupiamo in quest’articolo. Come sappiamo, la patologia emorroidaria è molto frequente, tanto che è stato calcolato che colpisce circa la metà della popolazione. Essa si presenta con dei sintomi ben precisi: sanguinamento durante la defecazione, prurito, dolore,  prolasso e gonfiore nella zona anale. Naturalmente la sintomatologia si può presentare più o meno accentuata, a seconda della stadiazione della malattia.

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Quando il problema è piuttosto evoluto non si limita ad un semplice fastidio ma diviene addirittura invalidante, andando ad interferire anche con le più comuni e normali attività quotidiane, quali andare in bicicletta o semplicemente camminare. Ma per evitare che la situazione precepiti e si possa anche andare incontro a delle complicanze è necessario rivolgersi subito ad un medico. La visita servirà ad escludere la presenza di patologie più gravi e a valutare la condizione delle emorroidi.

Oggi si tende ad agire tempestivamente, attraverso le soluzione più adatte al proprio caso, e proprio questa tempestività d’intervento rende meno frequenti delle possibili complicazioni. Ma come già ribadito, le complicazioni esistono ed è per questo necessario esserne a conoscenza.

La complicazione più comune che la patologia emorroidaria può provocare è l’anemia. Questa è dovuta alla perdita cronica di sangue a cui le emorroidi possono esporre chi ne soffre. Riconoscere in tali casi l’anemia può essere piuttosto semplice, visto che anche questa patologia si manifesta con dei sintomi facilmente riconoscibili. Stanchezza, sensazione di debolezza ed affaticamento, anche quando non si compiono degli sforzi eccessivi o particolari, soprattutto se si verificano per la prima volta in concomitanza della patologia emorroidaria, sono un chiaro campanello d’allarme.

In pratica l’anemia si presenta quando le perdite di sangue causate dalle emorroidi sono eccessive, al punto di portare ad una diminuzione di globuli rossi e di emoglobina presenti nel sangue. Quando si avvertono i sintomi già citati e dunque si sospetta di anemia è necessario rivolgersi al medico, che cercherà una cura combinata per il trattamento dell’anemia e delle emorroidi.

Un’altra complicazione significativa è rappresentata dallo strangolamento di un’emorroide. Questa condizione si verifica in linea generale nei casi di emorroidi prolassate di terzo o di quarto grado.

Ma lo strangolamento non avviene da un momento all’altro: solitamente avviene quando il paziente presenta già da un certo periodo di tempo una fuoriuscita delle emorroidi durante la defecazione. In questi casi può capitare di essere particolarmente predisposti al rischio di strangolamento delle emorroidi. Il passaggio di sangue a causa di una ostruzione viene ostacolato, subisce un’interruzione e per questo motivo si parla di emorroide strangolata.

Il dolore che si avverte in questi casi è molto forte ed è necessario intervenire subito anche per scongiurare una ulteriore complicanza, ovvero una trombosi emorroidaria. Essa insorge all’interno del gavocciolo emorroidario e si presenta come una tumefazione dolorosa che colpisce la regione perianale. Il dolore è ovviamente proporzionale alla tumefazione, la cui entità determina anche se è necessario o meno intervenire in modo chirurgico.

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