Emorroidi: quando bisogna operare

Nonostante parlarne provochi ancora qualche imbarazzo, le emorroidi sono una patologia molto diffusa e frequente. Esse colpiscono allo stesso modo uomini e donne, in media dopo i quarant’anni ma senza tralasciare anche i più giovani. Si stima che almeno una persona su quattro ne soffra almeno una volta nella vita, e che ad esserne interessata sarebbe dunque più della metà della popolazione.

Le cause di questo disturbo sono attribuite, principalmente, ad una dieta povera di scorie e di liquidi e ad una vita sedentaria, ma anche a una predisposizione personale, gli sforzi prolungati in fase di evacuazione, la gravidanza. Senza trascurare il ruolo importante che gioca lo stress della vita moderna, che aggrava la sintomatologia emorroidaria.

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Se ci pensiamo, infatti, fattori come la fretta ci fanno dedicare sempre meno tempo alle funzioni naturali, tanto che pretendiamo di andare in bagno quando possiamo, e non quando dobbiamo. E proprio non accontentare lo stimolo e stare, al contrario, troppo a lungo seduti quando non ne abbiamo esigenza, crea i presupposti per stitichezza ed emorroidi.

Quando dolore e prurito anale fanno la loro comparsa è bene sottoporsi a un’ indagine diagnostica. Il medico, attraverso una visita, valuta la condizione del paziente. Di norma per valutare lo stato in cui il paziente si trova viene eseguito un esame diagnostico chiamato rettoscopia, che serve per valutare la gravità della malattia emorroidaria. Quando si decide di intervenire, ci sono varie possibilità, dettate naturalmente dalla stadiazione della patologia emorroidaria. In alcuni casi pomate, supposte e perfino tecniche ambulatoriali non si rivelano sufficienti, e si rende indispensabile l’intervento chirurgico.

Inutile nascondere che c’è sempre molta paura nei confronti del bisturi e dell’ intervento chirurgico per le emorroidi, visto che si tratta di una parte del corpo delicata e dunque particolarmente sensibile. Ma c’è da dire che fortunatamente, anche quando è necessario operare, le modalità e tempi sono di gran lunga migliorati rispetto a qualche an­no fa.

Ma quando bisogna necessariamente operare? E’ ovvio che deve essere sempre lo specialista a stabilire se l’intervento è necessario e a consigliare il tipo di intervento più adatto. Ma in linea di massima l’operazione chirurgica viene consigliata quando altre terapie non fanno registrare miglioramenti o le emorroidi sono a uno stadio già molto avanzato.

Ecco nel dettaglio i casi in cui si tende a ritenere il bisturi necessario: per le emorroidi di III e IV grado, per le emorroidi recidive, per le emorroidi di III e IV grado associate a prolasso mucoso del retto o associate a ragade anale, o anche per le emorroidi di II grado se queste sono associate a prolasso con sanguinamento. Le tecniche chirurgiche sono più invasive di quelle ambulatoriali ma di solito sono maggiormente risolutive rispetto alle seconde, perché hanno meno probabilità di recidive, e in alcusi casi sono l’unica via possibile per andare incontro ad una guarigione.

Le tecniche sono numerose, più o meno opportune a seconda dei casi, ma i progressi in questo campo hanno fatto in modo che questo tipo di intervento non sia più un incubo, come un tempo, alleviando il dolore sia durante l’intervento che quello post-operatorio.

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