Il sesso anale in presenza d’emorroidi

Sfatiamo un luogo comune: il sesso anale non causa l’emorroidi. Studi recenti hanno infatti dimostrato che fra le due cose non sembra esserci nessun tipo di collegamento nè diretto, nè tanto meno indiretto. Per molti anni si è infatti creduto che il sesso anale fosse una delle cause comprimarie della comparsa dell’emorroidi e per questo la coppia subbiva un limite, soprattutto quando ancora le parti non si conoscevano molto bene da confidarsi aspetti inerenti al propria anatomia.

In effetti non bisogna mai dimenticare che l’emorroidi causano non solo disagi fisici, ma ache dei distrbi psicologici. Possono in alcuni casi limitare la vita sociale a tal punto di non relazionarsi non solo in gruppo, ma anche con un singolo individuo. Certo è che per prima cosa bisognerebbe prevenire questo disturbo qualora si è accertato di averne una certa predisposizione.

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Come già detto il sesso anale non comporta emorroidi, ma non bisogna escludere che in un soggetto che è affetto da questa patologia questo tipo d’attività sessuale possa peggiorare la situazione, come nel caso della stitichezza. In caso di emorroidi sintomatiche o in fase acuta e infiammata sarebbe quindi consigliabile astenersi dall’avere rapporti anali, perché potrebbero causare forte dolore, invece in caso di emorroidi di primo grado (cioè emorroidi visibili alla proctoscopia ma che non prolassano) o di emorroidi che sono state curate e risolte, occorre avere l’accortezza di praticare una adeguata lubrificazione per evitare l’aggravarsi della situazione preesistente e la conseguenza d’ulteriori disagi.

A chi soffre d’emorroidi dal II° grado e pratica spesso il sesso anale c’è chi consiglia un particolare intervento chirurgico in grado di rendere la situazione sicuramente più facile. Il riferimento va all’emorroidopessi con suturatrice meccanica, operazione chirurgica prevede l’applicazione di microclips al titanio che vanno a suturare la mucosa rettale asportata per ridurre il prolasso emorroidario.

Queste graffette rimangono in sede e potrebbero causare lesioni al partner, quindi viene consigliato a chi si sottopone a questa operazione di evitare rapporti anali per almeno sei mesi dall’intervento, in questo modo si ha la certezza di tutelare la salute del partner, evitandogli di farsi del male.

C’è da dire che ancora oggi parlare di rapporti anali non facile, neanche con il proprio medico. Molti pazienti il più delle volte si astengono di chiedere al dottore quando possono riprendere la loro attività sessuale dopo l’intervento dell’emorroidi e ignorantemente possono causare dei danni.

L’argomento è decisamente ancora tabù, ma è necessario che se ne parli, soprattutto se sesso anale e emorroidi sono associate e vanno di pari passo. I medici coinvolti perché espressamente richiestogli consigliano per agevolare la situazione rendendola più fluida un’altra pratica che è la dearterializzazione emorroidaria transanale o metodo THD. Questo metodo infatti è mini-invasivo, agisce sulle arterie ano-rettali e non prevede né tagli, né graffette metalliche: non presenta quindi alcuna contro-indicazione al sesso anale.

Agevolare la pratica del sesso anale tranquillizzando anche chi soffre di questa fastidiosa patologia non è cosa da poco, anzi sicuramente aiuta la vita di coppia fuori e dentro il letto. Una cosa è certa non bisogna mai sottrarsi dal chiedere un consiglio al proprio medico, che sicuramente c’indicherà il rimedio migliore per ogni situazione, anche quella sopra le righe.

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